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9 settembre 2018
Notiziario Parrocchiale 16 settembre 2018 – XXIV° dom. T.O.
15 settembre 2018

Commento al Vangelo 16 settembre 2018 – XXIV° dom. T.O.

“E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire”. Marco 8,31

 

Educati da Gesù a portare la croce

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

Isaia 50,5-9a • Salmo 114 • Giacomo 2,14-18 • Marco 8,27-35

 

Il Vangelo

[27]Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesaréa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: “Chi dice la gente che io sia?”. [28]Ed essi gli risposero: “Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti”. [29]Ma egli replicò: “E voi chi dite che io sia?”. Pietro gli rispose: “Tu sei il Cristo”. [30]E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.  [31]E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. [32]Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. [33]Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: “Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”.

[34]Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. [35]Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.

 

Contesto. Nella prima parte del vangelo, Marco presenta il ministero di Gesù svolto principalmente tra la gente. Il maestro, con insegnamenti e miracoli, annuncia il Regno di Dio in Galilea e nelle regioni limitrofe. Durante il suo servizio, chiama tra la folla i discepoli a seguirlo in modo più determinato. Tra costoro sceglie i dodici che diventano i suoi stretti collaboratori. Con la pericope di questa domenica inizia la parte del vangelo nella quale Gesù dedica attenzione particolare ai discepoli.

 

Contenuto. La pericope è composta di due parti. La prima (vv.27-33) contiene la professione di fede di Pietro, l’annuncio della passione di Gesù ed il rimprovero a Pietro. La seconda (vv.34-35) è formata dalle parole di Gesù sulla croce del discepolo.

Il brano si apre presentando Gesù con i discepoli in cammino “verso i villaggi introno a Cesarea di Filippo”. Durante il tragitto interroga i suoi per conoscere che cosa la gente dice di lui. I discepoli rispondono dichiarando che in lui tutti vedono un grande personaggio, anche se gli attribuiscono diverse identità. Gesù vuole però conoscere anche il loro pensiero e dice: “E voi chi dite che io sia?”. L’interrogazione porta alla confessione di Pietro che a nome di tutti afferma: “Tu sei il Cristo”. Gesù poi chiede ai suoi il silenzio. Questo è necessario non per celare chssa quale segreto, ma perché ancora non sono abilitati all’annuncio e alla testimonianza. Tutto ciò sarà possibile solo dopo la sua pasqua. Gesù inizia così “a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire,… venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare”. Con le sue parole Gesù non solo anticipa la sua fine, ma inizia anche a preparare i suoi a tale avvenimento. La sofferenza-morte-risurrezione di Gesù è un fatto così decisivo e radicale per i discepoli che è necessario essere preparati per riconoscerlo, accoglierlo e viverlo. La reazione di Pietro alle parole pronunciate da Gesù è testimonianza concreta di come sia difficile recepire la catechesi di Gesù. Pietro protesta perché, come tutti, si aspettava un Messia diverso da quello che Gesù gradualmente andava delineando. Così il primo degli apostoli dimostra la chiusura e la cecità del discepolo nei confronti del maestro. Gesù reagisce alle parole di Pietro dicendo: “va dietro di me satana”. È tentazione forte per i discepoli trattare Gesù ed i suoi insegnamenti alla maniera umana. Quando succede questo è opera del maligno che porta a mettersi davanti al maestro. Il discepolo sta invece con umiltà sempre dietro a Gesù. Il testo si chiude con le parole di Gesù che anticipano la croce del discepolo: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso…”.

 

Conclusione. Di fronte a Gesù tutti devono prendere posizione. Non si può restare neutrali. Il discepolo però è invitato a vigilare perché può raggiungere, come Pietro, momenti di grande fede, ma anche precipitare in situazioni di abissale lontananza da Gesù Cristo. L’equilibrio nel discepolo si raggiunge seguendo il maestro con umiltà, portando la propria croce e donando gratuitamente la vita.

 

Collegamento tra le letture

Gesù Cristo che salva l’umanità attraverso la sua pasqua, collega le letture odierne. Isaia, nella prima lettura tratta dal terzo canto del “servo del Signore”, preannuncia che l’inviato di Dio eserciterà la sua missione tra difficoltà e sofferenze. La fiducia in Dio lo porta a superare le prove: “Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto deluso”. Il discorso isaiano viene applicato a sé da Gesù. È lui il Figlio dell’uomo, che deve molto soffrire. Davanti a Gesù non si può restare neutrali. Occorre schierarsi a favore o contro. Anche i discepoli, che sono con lui, sono invitati a stare in guardia perché, come afferma Giacomo, rischiano di avere una fede teorica, astratta e non calata nella vita. Gesù invece va seguito con scelte concrete, con atteggiamenti di vita chiari e determinati. Chi non si comporta in questo modo, anche dentro alle relazioni comunitarie, è invitato a verificare la propria scelta di fede.

 

Per attualizzare

  • Chiediamoci chi è per noi Gesù. Si cerchi di dare non una risposta teorica, ma di presentare il nostro modo di vivere con Gesù.
  • Come ci poniamo nei rapporti con Cristo? Stiamo dietro di lui, seguendo i suoi insegnamenti, o pretendiamo di dirigere noi l’esperienza cristiana?
  • Quale rapporto abbiamo con la croce? Cerchiamo di conoscerla? Scopriamo qual è la nostra? Come stiamo portandola?

Per approfondire

CdA nn. 285-292: Gesù Cristo e Signore; nn. 151.817.1021: Prendere la propria croce.