Notiziario Parrocchiale 26 agosto 2018 – XXI° dom. T.O.
25 agosto 2018
Notiziario Parrocchiale 2 settembre 2018 – XXII° dom. T.O.
1 settembre 2018

Commento al Vangelo 2 settembre 2018 – XXII° dom. T.O.

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”. Marco 7, 6

 

Le parole di Gesù cambiano il cuore

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

Deuteronomio 4,1-2.6-8 • Salmo 14 • Giacomo 1,17-18.21-22.27 • Marco 7,1-8.14-15.21-23

 

Il Vangelo

[1]Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. [2]Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioé non lavate – [3]i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, [4]e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame – [5]quei farisei e scribi lo interrogarono: “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?”. [6]Ed egli rispose loro: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. [7]Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. [8]Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”…

[14]Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: “Ascoltatemi tutti e intendete bene: [15]non c’é nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”.

[21]Dal di dentro infatti, cioé dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, [22]adultéri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. [23]Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo”.

 

Contesto. Si riprende la lettura del vangelo di Marco. Dopo il ritorno dei discepoli dalla missione, l’evangelista riporta la prima moltiplicazione dei pani e dei pesci (6,31-44). Poi Gesù manda ancora i suoi sull’altra riva del lago, mentre lui si ferma a pregare (6,45-46). Li raggiunge camminando sull’acqua e viene scambiato per un fantasma. Riconosciuto attraverso la sua parola e accolto sulla barca, approdano a Genesaret e come al solito molta gente si accalca attorno a loro. (6,47-56).

 

Contenuto. Il brano può essere suddiviso in tre parti. All’inizio ritroviamo i farisei con gli scribi che accusano Gesù perché i suoi “discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi“. Era infatti in uso una serie di procedure da applicare rigorosamente prima della consumazione del pasto. I discepoli invece “prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate“. Al centro vi sono le parole di Gesù che, chiamato in causa direttamente, citando il profeta Isaia, smaschera l’ipocrisia dei suoi interlocutori. Egli dice: “questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me“. Infatti l’esecuzione materiale dei precetti umani, non sempre corrisponde alla volontà di Dio. Infine Gesù si rivolge alla folla e ad essa offre il suo insegnamento. Egli afferma che non è ciò che entra nell’uomo a contaminarlo, ma “le cose che escono” da lui. È “dal cuore degli uomini che escono le intenzioni cattive“. Occorre quindi vigilare sul proprio cuore.

 

Conclusione. L’accusa rivolta dai farisei a Gesù, in quanto responsabile del gruppo dei discepoli, di non rispettare le regole formali della tradizione, diventa l’occasione da parte sua per denunciare il loro formalismo religioso e la doppiezza del loro cuore. Ciò che Gesù chiama cuore oggi è da identificarsi con la coscienza. Infatti i farisei mentre da un lato proclamano la santità della legge, dall’altro praticano la malvagità. Gesù vuole spezzare tale comportamento ipocrita e modificare la loro coscienza cieca.

 

Collegamento fra le letture

Il messaggio centrale di questa domenica consiste, come dice Giacomo nella seconda lettura, nell’essere “di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori“. Anche nella prima lettura il tema ritorna nelle istruzioni date da Mosé. Egli afferma che i comandi del Signore Dio, accolti e praticati, producono saggezza ed intelligenza. La Parola per essere accolta richiede un cuore puro e nello stesso tempo essa, entrando nella vita dell’uomo, purifica il suo cuore. Come già si è detto il termine cuore è da intendersi come coscienza. Questa è la sede dove l’uomo forma i suoi pensieri, le decisioni ed i sentimenti. Tutto questo non nasce dal nulla, ma scaturisce dal tesoro racchiuso nella coscienza dell’uomo. Per tale ragione, è allora necessario alimentare e formare la nostra coscienza con la parola del Signore, per arricchire sempre più la fonte di riferimento della nostra vita.

 

Per attualizzare

  • Ancora una volta ci è chiesto di verificare che posto occupa la Parola nella nostra vita personale e comunitaria.
  • Il segno concreto della Parola presente nella nostra vita è il progressivo cambiamento della coscienza personale e sociale.
  • Oggi ci si preoccupa di formare la coscienza e di educare le coscienze?

 

Per approfondire

CdA nn. 905-924: La coscienza cristiana.