Notiziario Parrocchiale 13 gennaio 2019 – Battesimo di Gesù
13 Gennaio 2019
Notiziario Parrocchiale 20 gennaio 2019 – II° dom. T.O.
20 Gennaio 2019

Commento al Vangelo 20 gennaio 2019 – II° dom. T.O.

Gesù… in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui“. Giovanni 2,11

 

Gesù dona il vino buono

II DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 

Isaia 62,1-5

Salmo 95

1 Corinti 12, 4-11

Giovanni 2,1-12

 

IL VANGELO

 [1]Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. [2]Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. [3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. [4]E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. [5]La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. [6]Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. [7]E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. [8]Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. [9]E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo [10]e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. [11]Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. [12]Dopo questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

 

Contesto. Il racconto del primo segno compiuto da Gesù a Cana, completa quest’anno l’articolazione tradizionale dei tre avvenimenti che insieme costituiscono l’epifania del Signore: venuta dei magi, battesimo di Gesù e acqua cambiata in vino. Il testo giovanneo odierno si colloca praticamente all’inizio del ministero pubblico di Gesù, in cui con segni e parole egli si mostra al popolo come rivelazione del Padre. È utile, per la lettura e la comprensione del brano, tener conto di quanto dice il Battista a proposito di Gesù: “…l’uomo sul quale vedrai scendere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio” (Gv 1,33-34).

 

Contenuto. Il testo si apre con una introduzione narrativa che annuncia uno sposalizio a “Cana di Galilea“, i cui festeggiamenti, secondo la tradizione ebraica, sembra durassero sette giorni, e presenta gli autorevoli invitati: “c’era la madre di Gesù. Fu invitato anche Gesù con i suoi discepoli“. Poi si delinea la situazione di crisi, che si profila sempre più pesante all’interno della festa in corso; infatti “venne a mancare il vino“. La madre di Gesù chiede al figlio un intervento risolutore, ma egli in un primo momento sembra non disponibile in quanto dice: “non è ancora giunta la mia ora“. Non era ancora il momento in cui si doveva manifestare la gloria di Gesù; essa si evidenzierà in tutto il suo splendore nella pasqua. Tale momento della vita di Gesù è sicuramente richiamato anche dalla figura della madre, che nel racconto di s. Giovanni ritornerà poi soltanto ai piedi della croce. Gesù poi finisce per compiere il segno, forse anche a causa dell’insistenza della madre. Tutto il racconto del miracolo in senso stretto, è strutturato attorno alle parole di Gesù e all’obbedienza dei servi alle indicazioni ricevute. “Fate quello che vi dirà” aveva detto la madre ai servi. Va notato la grande quantità di acqua trasformata in vino: (“sei giare… contenenti ciascuna due o tre barili“) e la bontà del vino, dichiarata dal maestro di tavola, al quale per primo fu portato il vino. Infine nel v. 11 troviamo indicato lo scopo del miracolo e di tutto il racconto. Gesù a Cana “diede inizio ai suoi miracoli (segni)” che “manifestano la sua gloria” e suscitano la fede nei suoi discepoli i quali “credettero in lui“.

 

Conclusione. Gesù a Cana, guidato dallo Spirito Santo e spinto dall’insistenza della madre, compie un primo “segno” o miracolo. Questo rivela e manifesta Gesù come lo sposo che trasforma positivamente ogni situazione difficile e dà alla Chiesa il vino abbondante del suo amore, il quale produce gioia e festa, se in obbedienza si ascoltano le sue parole. Il segno compiuto a Cana anticipa anche il grande segno della passione-morte-resurrezione di Gesù; entrambi per essere riconosciuti e capiti richiedono ai discepoli la fede.

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

Un tema che potrebbe unire le letture è il dono sovrabbondante concesso da Gesù per mezzo dell'”unico e medesimo Spirito“. La ricchezza e “la diversità dei ministeri” o carismi, descritte dall’apostolo nella prima lettera ai Corinzi, sono il segno visibile dell’amore sovrabbondante donato da Gesù Cristo alla Chiesa per mezzo “dello Spirito per l’utilità comune“. Questo tema, come è già stato scritto, è presente anche nel brano del vangelo dietro l’immagine dell’abbondante e buon vino donato da Gesù a Cana. Se la chiesa accoglie il dono di Gesù realizza quanto viene detto nel testo di Isaia. Essa “sarà una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio“, “perché il Signore si compiacerà di te… il tuo Dio gioirà di te” in quanto ha raggiunto “la sua giustizia e la sua salvezza“. In questo modo la chiesa potrà essere lampada che risplende perché i popoli vedano “la tua giustizia, tutti i re la tua gloria“.

 

PER ATTUALIZZARE

– I singoli e le comunità, spesso condizionati dai problemi incontrati, sono invitati a ravvivare la fede in Gesù Cristo capace di trasformare il loro vissuto.

– Si riafferma la decisività delle parole di Gesù per la vita del cristiano; esse vanno accolte nella loro totalità e con obbedienza.

– La presenza dei doni di Gesù, concessi all’uomo per mezzo dello Spirito, dovrebbero essere per la chiesa fonte di gioia.

 

PER APPROFONDIRE

CdA nn. 189-195: I miracoli di Gesù