Notiziario Parrocchiale 3 febbraio 2019 – IV° dom. T.O.
2 Febbraio 2019
Notiziario Parrocchiale 10 febbraio 2019 – V° dom. T.O.
10 Febbraio 2019

Commento al Vangelo 10 febbraio 2019 – V° dom. T.O.

“Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini“. Luca 5,10

 

La parola di Cristo sconfigge la paura

V DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 

Isaia, 6,1-2a.3-8

Salmo 137

1Corinti 15,1-11

Luca 5,1-11

 

IL VANGELO

[1]Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret [2]e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. [3]Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

[4]Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca”. [5]Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. [6]E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. [7]Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. [8]Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. [9]Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; [10]così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. [11]Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Contesto. Lasciata Nazaret, Gesù scende a Cafarnao, città della Galilea collocata sulle rive del lago di Genezaret. In quella località continua il suo ministero nella duplice dimensione di annunzio profetico, esercitato con autorità nella sinagoga, e di azione taumaturgica.

 

Contenuto. Il nuovo capitolo si apre presentando Gesù sulla riva del lago mentre insegna “la parola di Dio” alla folla che lo circonda. Il gruppo degli ascoltatori è consistente; per sottrarsi alla ressa e per essere visto e ascoltato da tutti decide di ammaestrarli stando su di una barca, scostato un po’ da terra (vv. 1-3). Della prima scena è utile sottolineare la presentazione di Gesù come autorevole maestro inserito nella scia degli inviati da Dio. Segue la narrazione della pesca straordinaria (vv. 4-7). Gesù, terminato l’insegnamento, si rivolge a Simone e gli dice: “prendi il largo e calate le reti per la pesca“. La prima reazione dell’esperto pescatore è di disappunto alla richiesta formulata da Gesù: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla“. Di giorno quindi il risultato non sarebbe stato sicuramente migliore. Mentre Simone parla, il suo atteggiamento nei confronti di Gesù però si modifica e subito aggiunge: “ma sulla tua parola getterò le reti“. La grandiosità della pesca è espressa con un crescendo di immagini. “Presero una quantità enorme di pesci“; poi si presentano le reti che quasi si rompono a causa del tanto pesce; infine le due barche sono appena sufficienti a contenere l’abbondanza dei pesci. Qui Gesù è indicato come un maestro diverso dagli altri. Egli ha una parola efficace che produce risultati inimmaginabili in chi la segue con fede. Infine viene delineata la reazione conseguente di Simone e lo stupore che “aveva preso lui e tutti gli altri che erano insieme con lui” (vv. 8-10a). La straordinarietà della pesca, che rivela la novità portata dal maestro, spinge Simone (che già a Cafarnao aveva sperimentato questo: cf 4,38-41) a buttarsi alle ginocchia di Gesù dicendo: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore“. Gesù, che è il Signore, attraverso la sua opera non solo porta l’uomo ad incontrare il mistero di Dio, ma lo aiuta ad avere una percezione realistica delle proprie miserie. Il racconto si chiude con le parole di Gesù rivolte a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. Egli rassicura Simone e lo incoraggia annunciandogli che avrà la missione di portare gli uomini ad incontrarsi con lui. Simone ed i suoi soci con radicalità e generosità seguono decisamente Gesù. Occorre da ultimo annotare che nel racconto vi è un particolare interesse per la figura di Simone, già evidenziato anche nel capitolo precedente nella vicenda di Cafarnao.

 

Conclusione. L’insegnamento autorevole di Gesù trascina le folle. Chi ascolta le sue parole e si fida di lui, come ha fatto Simone, vive esperienze umanamente imprevedibili ed inspiegabili, sempre comunque caratterizzate dall’abbondanza del dono. Tutto questo oggi continua a realizzarsi nella comunità radunata attorno a Simon Pietro e da lui presieduta, nella quale è presente il Signore.

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

Chi segue con fede le parole di Gesù incontra il mistero “fascinoso e tremendo” di Dio. Anche il profeta Isaia, come si legge nella prima lettura, vede “il Signore seduto su di un trono alto ed elevato“. Tale esperienza lo porta a percepire la sua miseria e a proclamare: “Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono…“. Vive la stessa dimensione anche Simone che dopo la pesca straordinaria afferma in ginocchio: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore“. I limiti dell’uomo non ostacolano e non bloccano l’opera di Dio. Egli, come fa Gesù, viene incontro ad ogni individuo, lo incoraggia (“non temere“), toglie da lui ogni peccato ed iniquità con la forza bruciante del suo amore (cf prima lettura) e gli affida un compito in ordine alla diffusione della salvezza tra gli uomini. Pure Paolo, che non si ritiene degno “d’essere chiamato apostolo, perché ha perseguitato la Chiesa di Dio“, per opera della grazia di Dio è quello che è e trasmette a tutti l’annuncio della Pasqua di salvezza. La Parola accolta con fede apre sempre prospettive di speranza, di bene e di felicità.

 

PER ATTUALIZZARE

– Si è invitati a considerare importanti e ad accogliere con maggior fede le parole di Gesù.

– I nostri limiti non devono mai fermare l’opera di Dio.

– La comunità, al di là dei suoi difetti, è sempre da vedere luogo dove continua ad essere presente il Cristo.

 

PER APPROFONDIRE

CdA nn. 482-485: Apostolicità dlla Chiesa in cammino nel tempo