Notiziario Parrocchiale 27 gennaio 2019 – III° dom. T.O.
27 Gennaio 2019
Notiziario Parrocchiale 3 febbraio 2019 – IV° dom. T.O.
2 Febbraio 2019

Commento al Vangelo 3 febbraio 2019 – IV° dom. T.O.

Nessun profeta è bene accetto in patria“. Luca 4,24

 

Accogliere Cristo con la libertà della carità

IV DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 

Geremia 1,4-5.17-19

Salmo 70

1 Corinti 12,31-13,13

Luca 4,21-30

 

IL VANGELO

 [21]Allora Gesù nella sinagoga cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. [22]Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è il figlio di Giuseppe?”. [23]Ma egli rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!”. [24]Poi aggiunse: “Nessun profeta è bene accetto in patria. [25]Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; [26]ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. [27]C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”. [28]All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; [29]si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. [30]Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 

Contesto. La liturgia odierna propone la continuazione della pericope lucana incontrata domenica scorsa. Gesù, all’inizio del suo ministero, si reca nella città dove era cresciuto e di sabato entra nella sinagoga. Qui, attraverso una citazione presa dal profeta Isaia, presenta il suo programma che realizzerà poi guidato dallo Spirito Santo.

 

Contenuto. Nel brano evangelico troviamo altre parole di Gesù, pronunciate in sinagoga (vv.23-27) le quali sono racchiuse tra due reazioni degli uditori di segno opposto. La prima risulta complessivamente positiva (v.22), mentre la seconda è chiaramente ostile (vv.28-29). Dopo aver udito le prime parole di Gesù, pronunciate a commento del testo isaiano da lui proclamato: “Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi“, le persone presenti in sinagoga hanno una risposta difficile da delineare nel suo significato. Dapprima si dice che “tutti gli rendevano testimonianza“, poi che “erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca” ed infine, nella domanda: “non è il figlio di Giuseppe“, si evidenzia un dubbio nascente negli uditori. A questo punto Gesù reagisce pronunciando altre parole. Egli, prevenendo un’obiezione possibile, che diventava richiesta nei suoi riguardi, dice: “Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fallo anche qui, nella tua patria“. E presentandosi in un primo momento come medico o taumaturgo, attraverso un detto proverbiale da tutti conosciuto (“medico cura te stesso”), evidenzia che questo livello del suo ministero ha molto più successo tra la gente rispetto all’evangelizzazione, scopo per cui egli è venuto. Infatti subito dopo, servendosi ancora di un detto popolare, descrive se stesso attraverso la figura biblica del profeta. Collegandosi poi con le grandi figure storiche di Elia ed Eliseo, sottolinea la costitutiva difficoltà per un profeta di essere “ben accetto in patria“, perché egli richiama continuamente e con fortezza il progetto di Dio, dal quale i suoi uditori si sono allontanati. Con i due episodi veterotestamentari dichiara anche che altri accoglieranno il dono di Dio, così come avvenne con la vedova pagana e con Naaman il siro. A questo punto si comprende la reazione ostile finale dei suoi concittadini. Costoro, sentendosi criticati dalle parole di Gesù e comprendendo di essere esclusi dal progetto di Dio manifestato da Gesù, invece di convertirsi, “pieni di sdegno” lo cacciano dalla sinagoga e dal paese tentando di ucciderlo. Misteriosamente Gesù riesce a sottrarsi alla morte e, “passando in mezzo a loro“, continua altrove il suo ministero.

 

Conclusione. Le parole di Gesù e la loro attuazione nella sua persona, suscitano inevitabilmente delle reazioni in chi lo incontra. Chi si avvicina a lui con dei pregiudizi o con delle attese predeterminate rischia di non incontrare la salvezza che viene per mezzo suo. La novità del vangelo, che egli è venuto a portare, se non viene accolta dai destinatari privilegiati, perché essi invece si aspettano quanto a loro fa comodo, troverà sicuramente in altri un cuore capace di far spazio all’annuncio di salvezza.

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

Il vangelo evidenzia un’esperienza vissuta da Gesù: l’incomprensione e la persecuzione a causa dell’annuncio attuato. Questo filo percorre tutta la sua vita ed ha sul Calvario la manifestazione più acuta. Nella prima lettura vediamo che anche Geremia è chiamato dalla parola del Signore a dire al popolo ciò che lui gli avrebbe ordinato. Ed anche per il profeta la proclamazione della volontà di Dio comporta la paura da parte sua e l’incomprensione dei destinatari del messaggio. Allora il Signore lo rassicura e dice: “oggi io faccio di te come una fortezza, come un muro di bronzo contro tutto il paese“. Infine a Geremia viene anche detto che gli muoveranno guerra, ma non lo vinceranno, perché il Signore sarà sempre con lui. Paolo nella seconda lettura presenta la carità come la “via migliore di tutte“. Se da un lato essa chiede al cristiano una lotta difficile, per realizzare e sviluppare le sue dimensioni complesse, dall’altro diventa l’atteggiamento indispensabile per poter sempre evangelizzare. Non esiste evangelizzazione senza carità! In questo senso la carità, proprio perché “non avrà mai fine“, diventa per il cristiano la chiamata che fa condividere la croce di Gesù e nello stesso tempo è l’atteggiamento che orienta alla santificazione.

 

PER ATTUALIZZARE

– La Parola ci insegna ad incontrare Gesù, che ci rivela la volontà del Padre, con libertà e senza pregiudizi o attese a nostro uso e consumo.

– Più dei segni grandiosi e strabilianti, che anche oggi hanno molto successo, occorre cercare e proporre l’evangelizzazione, la quale cambia radicalmente il cuore ed orienta decisamente al Signore.

– La carità è un atteggiamento di vita che ha molte sfaccettature. Queste vanno conosciute, approfondite e vissute.

 

PER APPROFONDIRE

CdA n. 117: La posizione di Gesù; n. 840: La perfezione della carità.