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Commento al Vangelo 30 giugno 2019 – XIII dom. T.O.

Tu và e annunzia il regno di Dio“. Luca 9,60

 

La vocazione va realizzata con decisione

XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 

1Re 19,16b.19-21

Salmo 15

Galati 5, 1.13-18

Luca 9, 51-62

 

IL VANGELO

 [51]Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme [52]e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. [53]Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. [54]Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. [55]Ma Gesù si voltò e li rimproverò. [56]E si avviarono verso un altro villaggio.

[57]Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. [58]Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. [59]A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre”. [60]Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio”. [61]Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”. [62]Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.

 

Contesto. Con Lc 9,51 inizia la parte centrale della narrazione lucana, chiamata la sezione del viaggio verso Gerusalemme. L’evangelista presenta così Gesù che, in modo deciso, va verso il compimento della sua missione. Durante questo itinerario egli è impegnato particolarmente ad istruire i suoi ascoltatori e tra questi occupano un posto privilegiato i discepoli.

 

Contenuto. Il brano si apre richiamando la prospettiva del compimento: “mentre stavano compiendosi i giorni…“. Per Gesù sta compiendosi la vicenda storica, che è indicata nel testo con l’espressione “sarebbe stato tolto dal mondo“. La traduzione italiana è riduttiva in confronto del significato del termine greco, che è più nella linea di “assunzione”. Gesù allora sta portando a compimento la sua vicenda storica, la quale però si prolunga, attraverso il mistero pasquale, culminano nella risurrezione e nell’ascensione in cielo presso il Padre. Egli parte con un atteggiamento molto determinato che è descritto dalla espressione: “si diresse decisamente verso Gerusalemme“. Ancora una volta la traduzione liturgica, usando l’avverbio “decisamente“, riduce la plasticità ed il significato del termine originale; esso è da rendere invece con: “rese dura la sua faccia“. Gesù, intravedendo il compimento della sua missione, che si sarebbe realizzata a Gerusalemme, secondo le modalità dette precedentemente, intraprende il suo viaggio con l’atteggiamento indicato da Isaia: facendo dura la sua faccia come pietra (Is 50,7). Il primo episodio raccontato è il rifiuto di Gesù da parte di un villaggio di samaritani. Costoro sono considerati degli stranieri e, quando sanno che Gesù è diretto verso Gerusalemme, gli impediscono di passare dal loro territorio. Come a Nazaret, Gesù viene rifiutato dai suoi concittadini, così ora non è accolto anche dagli stranieri. Ma la reazione di Gesù non è di rinuncia e, come a Nazaret, insiste nuovamente sulla sua missione, avviandosi “verso un altro villaggio“. Colpisce la reazione di Giacomo e Giovanni. Essi suggeriscono a Gesù un atteggiamento che evoca quello di Elia (2Re 1,2-17). Il rimprovero di Gesù, mentre sta camminando precedendoli, sottolinea l’inadeguatezza del loro intervento e la diversità dei suoi atteggiamenti rispetto a quelli assunti dagli antichi profeti. Il racconto continua presentando situazioni di vocazione e detti di Gesù sul discepolato. Chi segue Gesù “non ha dove posare il capo“, cioè incontra sicuramente difficoltà e procede senza sicurezze materiali. Ai discepoli è anche chiesto di porre all’apice di tutto la necessità e l’urgenza dell’annuncio del regno di Dio. Questo prevale su tutto, anche sulle necessità derivanti dai rapporti affettivi e sulle regole di carattere religioso.

 

Conclusione. Gesù, sostenuto dalla tradizione biblica, va risoluto verso Gerusalemme, dove si compie per lui la missione nella passione, morte, resurrezione e ascensione. Chi incontra Gesù, o lo segue o lo rifiuta. Coloro che lo rifiutano per il momento non vengono giudicati né condannati, ma per chi lo segue si impone con urgenza la necessità di mettere in conto le prove e la mancanza di qualsiasi sicurezza, e di collocare il servizio al regno di Dio all’apice di tutto.

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

Il tema del discepolato interseca le tre letture odierne. Gesù nel brano evangelico non solo diventa modello del discepolo, che tra le difficoltà procede deciso verso la meta della usa vocazione, ma da anche istruzioni per vivere adeguatamente il discepolato. Chi vive in questo modo sperimenta la libertà descritta da Paolo nel passo della lettera ai Galati. Tutti i cristiani sono chiamati a libertà. Questa si raggiunge nella misura in cui si cammina secondo lo Spirito, il quale porta a realizzare la vocazione di ciascuno. La ricerca di sicurezza, di protezione affettiva, di esoneri dalle prove, fanno parte dei desideri della carne e quindi sono da evitare. Questa è stata l’esperienza di Eliseo, come leggiamo nella prima lettura. Egli, chiamato ad essere profeta attraverso il gesto simbolico compiuto da Elia che gli getta addosso il suo mantello, lascia tutto e segue con decisione la sua vocazione.

 

PER ATTUALIZZARE

  • La ricerca di benessere, di sicurezza, di un nido caldo stride con la chiamata evangelica che invita tutti a seguire Gesù e a fare di lui l’unico modello di vita. Che cosa cerchiamo primariamente nel nostro cammino di credenti?
  • Le difficoltà ed i problemi non vanno rimossi o evitati. Gesù insegna ad affrontarli e a risolverli, fin dove è possibile. Il nostro atteggiamento verso le difficoltà com’è?
  • Quale impegno mettiamo nel ricercare e nel vivere la vocazione che il Signore ci ha affidato? Procediamo con decisione oppure ci fermiamo continuamente, disperdendoci in continue inconcludenze?

 

PER APPROFONDIRE

CdA nn. 145-153: Liberi dagli interessi e dalle paure.