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Notiziario Parrocchiale 13 gennaio 2019 – Battesimo di Gesù
13 Gennaio 2019

Commento al Vangelo 13 gennaio 2019 – Battesimo di Gesù

Stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo“. Luca 3,21-22

 

Nello Spirito, Gesù è figlio prediletto

BATTESIMO DEL SIGNORE

 

Isaia 40,1-5.9-11

Salmo 104

Tito 2,11-14.3,4-7

Luca 3,15-16.21-22

 

IL VANGELO

In quel tempo, [15]poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, [16]Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.

[21]Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì [22]e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

 

Contesto. Il testo evangelico, che la liturgia del battesimo del Signore ci propone, è composto di due parti. La prima (vv.15-16) si collega col ministero di Giovanni Battista ed è già stata proclamata e commentata nella terza domenica di avvento. La seconda (vv.21-22) presenta l'”inizio di Gesù” al Giordano.

 

Contenuto. I versetti, che riportano il ministero di Giovanni Battista e le sue parole, sono quest’oggi finalizzati a sottolineare e a preparare la venuta di “colui che battezzerà in Spirito santo e fuoco“. Col v. 21 l’evangelista inizia a presentare Gesù, descrivendo prima il grande movimento battesimale che interessa tutto il popolo: “quando tutto il popolo fu battezzato…”. All’interno di questo contesto, in solidarietà col popolo, anche Gesù riceve il battesimo. La cerimonia battesimale non è descritta, mentre sono indicati i fatti conseguenti considerati quindi molto importanti. Dapprima si presenta Gesù che “stava in preghiera“, cioè egli non perdeva occasione per vivere un particolare rapporto di intimità col Padre. Da questa esperienza di fondo, dipendono gli altri avvenimenti descritti. “Il cielo si aprì“, cioè con la venuta di Gesù riprende la possibilità di comunicazione tra Dio ed il suo popolo; essa si era interrotta a causa dell’infedeltà del popolo e tale esperienza veniva espressa nel linguaggio profetico con l’immagine dei “cieli chiusi”. “Scese su di lui lo Spirito Santo...”: il dono dello Spirito è per Gesù l’effetto della sua relazione con il Padre ed è la presenza che lo renderà battezzatore “in Spirito Santo e fuoco“. Luca accentua anche l’aspetto visivo del dono dello Spirito a Gesù: “in apparenza corporea, come di colomba“. In questo modo egli non vuole dare una descrizione oggettiva dello Spirito, ma intende sottolineare il carattere di manifestazione concreta, esperienziale della presenza dello Spirito. Infine, “vi fu una voce dal cielo…”, la voce del Padre che ratifica ed esplicita il rapporto esistente tra lui e Gesù.

 

Conclusione. Gesù, in solidarietà col popolo, riceve il battesimo proposto da Giovanni. In questo contesto si evidenzia la particolare relazione esistente tra Gesù ed il Padre. Da tale rapporto dipendono il dono dello Spirito Santo per Gesù ed il suo ministero esercitato nello Spirito. Il battesimo celebrato dalla Chiesa, che dona lo Spirito nel nome di Gesù, è possibile perché esiste un’intima relazione di Gesù col Padre e della Chiesa con Gesù.

 

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

Giovanni che Gesù, colui che è più forte di lui, battezzerà in Spirito Santo e fuoco, cioè darà il dono dello Spirito per creare un nuovo popolo che è la Chiesa. Il battesimo cristiano è preceduto dal battesimo di Gesù, che segna l’inizio di una nuova era. Questa è caratterizzata dal rapporto intimo di Gesù col Padre, dentro al quale vengono coinvolti positivamente gli uomini ed il mondo. Il dono dello Spirito è l’equipaggiamento di Gesù per la missione che sta per iniziare, ma è pure l’attrezzatura indispensabile per la missione della Chiesa. L’efficacia delle parole di Gesù e delle sue opere viene spiegata col dono dello Spirito che fa di Gesù il portatore della potenza di Dio. In questa linea è da leggere nella lettera a Tito l’affermazione della generosità di Dio: “È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza… Si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro ed il suo amore per gli uomini“. Gesù è colui che, per mezzo dello Spirito, diventa dono di Dio potente per gli uomini, rendendoli popolo santo. Questo è il nuovo popolo raffigurato profeticamente dalle parole di Isaia nella prima lettura.

 

PER ATTUALIZZARE

– I singoli e le comunità sono invitati a qualificare maggiormente la dimensione contemplativa della vita. Cioè a trovare spazi e tempi nei quali si coltiva la relazione con Dio padre per mezzo di Gesù Cristo.

  • Dalla preghiera dipende non solo il dono sicuro dello Spirito Santo, ma anche l’efficacia della missione della Chiesa.
  • La relazione dei cristiani col Signore diventa forma della relazione nella Chiesa.

 

PER APPROFONDIRE

CdA nn. 179-180: Il battesimo di Gesù; nn. 669-678: il sacramento del battesimo