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28 Agosto 2019
Notiziario Parrocchiale 1 settembre 2019 – XXII dom. T.O.
3 Settembre 2019

Commento al Vangelo 1 settembre 2019 – XXII dom. T.O.

Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato“. Luca 14,11

 

Autoeducarsi evangelicamente

XXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 

Siracide 3, 17-18.20.28-29

Salmo 67

Ebrei 12, 18-19.22-24c

Luca 14, 1.7-14

 

IL VANGELO

 [1]Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. [2]Davanti a lui stava un idropico. [3]Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: “E’ lecito o no curare di sabato?”. [4]Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. [5]Poi disse: “Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. [6]E non potevano rispondere nulla a queste parole. [7]Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: [8]”Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te [9]e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. [10]Invece quando sei invitato, va a metterti all’ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. [11]Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”. [12]Disse poi a colui che l’aveva invitato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, ne i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. [13]Al contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; [14]e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”.

 

Contesto. Col capitolo quattordici inizia una serie di insegnamenti di Gesù rivolti agli scribi, ai farisei e alla folla. Egli tiene i discorsi mentre è seduto a tavola con varie persone. Il fatto che dà origine alla conversazione sostenuta da Gesù, è la guarigione da lui compiuta di sabato, mentre è a mensa in casa di uno dei capi dei farisei, e la gente lo guarda. Le prime parole di Gesù riguardano la legittimità di operare una guarigione di sabato. Segue poi il passo liturgico odierno.

 

Contenuto. Dopo l’introduzione al v. 7, il brano è composto da due parti: la parabola degli invitati a nozze (vv. 8-11) e le esortazioni sulla ospitalità fatte al padrone di casa (vv. 12-14). Invitato a pranzo a casa di uno dei capi dei farisei, Gesù è colpito dal fatto che tutti i chiamati a partecipare al banchetto cercano di collocarsi ai primi posti. Da tale osservazione prende le mosse la prima esortazione di Gesù: “quando sei invitato alle nozze… non metterti al primo posto“. È una questione di buon comportamento da tener presente per evitare di creare situazioni spiacevoli per sé e per gli altri. Gesù dà poi una seconda esortazione: “quando sei invitato va a metterti all’ultimo posto“. Sembra quasi che voglia indicare un metodo efficace per ottenere promozioni o posti eminenti davanti agli uomini. La sentenza sapienziale conclusiva – “chiunque si esalterà sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” – dà la prospettiva giusta in cui va letto l’insegnamento di Gesù. Una regola di comportamento conviviale viene proposta come critica ai comportamenti sociali e religiosi assunti dagli ascoltatori di Gesù e diventa provocazione nei confronti dei valori posti a fondamento della propria esistenza. In una società dove contano successo e carriera, Gesù propone umiltà e modestia come atteggiamenti fondamentali da assumere. La pericope si chiude con le esortazioni date a colui che ospita Gesù: i pranzi e le cene non vanno offerti a chi poi a diverso titolo può ricambiare; occorre ospitare coloro da cui non si ricava alcun vantaggio. Gesù sottolinea il disinteresse e la generosità come atteggiamenti fruttuosi in vista della “ricompensa alla risurrezione dei giusti“.

 

Conclusione. Di fronte ad un comportamento scorretto, osservato da Gesù nei suoi interlocutori, egli prende spunto per insegnare degli atteggiamenti fondamentali che qualificano la vita cristiana: umiltà, disinteresse e generosità. Questi sono importanti non solo nella relazione dei discepoli col loro maestro, ma diventano indispensabili per raggiungere la comunione eterna col Signore. A tale atteggiamenti occorre autoeducarsi per tutta la vita.

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

La lettera agli Ebrei invita a considerare che tutta l’esperienza religiosa vissuta nel cristianesimo è un incontro continuo col “Dio vivente“, così come Israele lo incontrò sul monte Sinai. In quella occasione, coloro che udirono la parola di Dio, lo scongiurarono di non rivolgersi più a loro, perché avevano paura. Anche se il Mediatore della nuova Alleanza ha reso l’incontro con Dio un’adunanza festosa, che coinvolge il cielo e la terra, occorre vigilare per non fare del rapporto con Dio una delle tante relazioni e per non trattare Dio come gli dei pagani che erano brutte copie degli uomini. Per questo, come dice Siracide, occorre coltivare la modestia e l’umiltà. Queste crescono in chi “medita le parole” e generosamente fa l’elemosina. Anche Gesù nel vangelo insegna atteggiamenti importanti per il discepolo. La comunità cristiana, radunata attorno al banchetto eucaristico nel giorno del Signore, è chiamata a verificare in che misura le dimensioni della modestia, dell’umiltà, della generosità gratuita, dell’accoglienza dei poveri strutturano la sua identità e caratterizzano i suoi membri.

 

PER ATTUALIZZARE

  • Riflettiamo personalmente e comunitariamente per vedere se gli atteggiamenti qualificanti la vita cristiana (umiltà, disinteresse, modestia e generosità) costituiscono la struttura portante della nostra vita.
  • Siamo consapevoli che in molte occasioni e in diversi modi possiamo incontrare Dio nella nostra vita? È sempre però necessario incontrarlo con modestia e venerazione!

 

PER APPROFONDIRE

CdA nn. 1171-1177: Incontro al Signore che viene.