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Commento al Vangelo 2 dicembre 2018 – I° Avvento

“Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. Luca 21, 28

 

Vigilare e pregare con speranza operosa

I DOMENICA DI AVVENTO

 

Geremia 33, 14-16

Salmo 24

1Tessalonicesi 3, 12-4,2

Luca 21, 25-28.34-36

 

IL VANGELO

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: [25]“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, [26]mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. [27]Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande. [28]Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”…

[34]State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; [35]come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. [36]Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo””.

 

Contesto. Il brano ci porta al discorso apocalittico di Gesù riportato dall’evangelista Luca. Ispirandosi al modello di Marco, il terzo evangelista ripropone l’attesa della venuta del Figlio dell’uomo. Egli però sottolinea pure che ogni tempo sta sotto il segno della fine e quindi occorre vivere sempre con attenzione e vigilanza perché non si conosce quando sarà il momento. In quest’ottica è da leggere il passo odierno.

 

Contenuto. Nella pericope liturgica si distinguono facilmente tre parti: i segnali dell’approssimarsi della fine (vv. 25-26), l’annuncio della venuta del Figlio dell’uomo ed il suo significato positivo (vv. 27-27), l’esortazione accorata alla vigilanza (vv. 34-36).Non vengono ripresi la parabola del fico, la sua spiegazione ed i detti seguenti (vv. 29-33). I segnali, riguardanti la fine imminente, sono indicati con immagini tipiche del linguaggio apocalittico; il cosmo, il creato, i popoli e gli uomini saranno coinvolti in tale avvenimento. Il quadro della descrizione si presenta a prima vista inquietante e suscita angoscia, perché le cose sembrano peggiorare: “per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra“. In realtà lo scenario terribile fin qui delineato non è fine a se stesso, ma di fatto introduce la visione del Figlio dell’uomo, che viene “su una nube con potenza e gloria grande“. Questo avvenimento, quando si realizzerà, sarà non per la morte, ma per la salvezza: “alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione (salvezza) è vicina“. Da ultimo vengono indicati alcuni atteggiamenti fondamentali propri del tempo dell’attesa. Il cuore non deve appesantirsi a causa di “dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita“. Occorre mantenere una certa agilità, data da un impegno interiore vigilante, che permetta di non essere travolti passivamente dal “laccio che si abbatterà sopra tutti...”. Infine si presentano la veglia e la preghiera, vissute “in ogni momento“, come esperienze indispensabili per non essere travolti da “tutto ciò che deve accadere” e per stare dignitosamente “davanti al Figlio dell’uomo“.

 

Conclusione. La narrazione della fine del cosmo, del creato e dell’uomo prepara la visione del Figlio dell’uomo che viene. Egli ritornerà per donare definitivamente la salvezza a tutti. A tale appuntamento occorre preparasi con continuo impegno di distacco dalle realtà materiali, di vigilanza operosa e di preghiera assidua.

 

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

La parola di Dio di questa domenica è un invito pressante rivolto ai credenti perché la loro speranza non si spenga. Nella prima lettura, tratta dal profeta Geremia, abbiamo l’annuncio del germoglio di giustizia, che orienta l’avvento fin dall’inizio, come preparazione alla memoria della nascita di Gesù: “farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia“. È lui che eserciterà la giustizia ed il giudizio sulla terra e salverà Giuda: “In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla“. Nella seconda lettura e nel vangelo vengono date delle esortazioni specifiche in vista della venuta del Figlio dell’uomo: “il Signore vi faccia crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti… comportatevi in modo da piacere a Dio“. Così l’avvento diventa il tempo della speranza nel quale consapevolmente si vive, con operosità concreta, l’attesa del ritorno del Signore. Lo Spirito Santo anima la speranza e spinge i credenti ad essere fedeli allo specifico della loro chiamata.

 

PER ATTUALIZZARE

  • All’inizio del nuovo anno liturgico siamo invitati ad attendere positivamente il Signore che viene e a prepararci in modo fattivo a tale incontro.
  • Essere sensibili a quanto di positivo c’è nel mondo e valorizzarlo, condannando con decisione il male in qualsiasi forma si presenti ed in qualsiasi luogo si trovi.

– Le linee di impegno concreto potrebbero essere: coltivare con assiduità l’interiorità personale, incrementare scelte di carità in ambito ecclesiale e sociale, assumere un atteggiamento di maggiore fedeltà all’insegnamento trasmessoci dal Signore, evitare tutto quanto nella vita ci porta ad attaccarci ai beni, ad appesantirci e a vivere nel buio e nella confusione.

 

PER APPROFONDIRE

CdA n. 659: L’anno liturgico; n. 118: Tempo di avvento.