Notiziario Parrocchiale 28 ottobre 2018 – XXX° dom. T.O.
28 ottobre 2018
Notiziario Parrocchiale 4 novembre 2018 – XXXI° dom. T.O.
3 novembre 2018

Commento al Vangelo 4 novembre 2018 – XXXI° dom. T.O.

Amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. …Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Marco 12,30-31

 

 

La legge dell’amore

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

Deuteronomio 6,2-6 • Salmo 17 • Ebrei 7,23-28 • Marco 12,28b-34

 

Il Vangelo

28 Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti? ”. 29 Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; 30 amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31 E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”. 32 Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; 33 amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. 34 Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

Contesto. Gesù è entrato trionfalmente a Gerusalemme. Dopo essere stato al tempio riceve ospitalità a Betania. Ritornato al tempio il giorno successivo, compie un gesto di protesta nei confronti di coloro che avevano reso della casa di Dio una spelonca di ladri. Nella città santa Gesù è contestato dai Sommi Sacerdoti e dalle altre categorie di persone che emergevano nella società ebraica del tempo. Partendo dai fatti accaduti o dagli incontri avuti, Gesù prende spunto per istruire i suoi interlocutori. Qui si colloca il nostro brano.

 

Contenuto. La pericope inizia presentando uno scriba che, avvicinatosi a Gesù, pone la domanda sul comandamento più importante: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Quest’uomo, probabilmente colpito da Gesù, vuole sapere da lui, secondo la tradizione delle scuole rabbiniche, quale potesse essere la sintesi di tutta la legislazione ebraica. Gesù risponde citando lo Schema’ , la preghiera comune del pio israelita, dal libro del Deuteronomio (Dt 6,4) e affermando che è il primo comandamento: “Il primo è Ascolta, Israele…”.  A questo punto, Gesù introduce una novità in quanto accosta al principio fondamentale dell’alleanza il comandamento dell’amore al prossimo, com’è indicato nel libro del Levitico (Lv 19,18). Egli infatti dichiara: “il secondo è questo: Amerai il prossimo…”.La risposta di Gesù si conclude indicando l’uguale importanza dei due comandamenti e la loro interdipendenza. Lo scriba reagisce approvando la risposta data da Gesù e sottolineando anch’egli che l’amore a Dio e al prossimo hanno la preminenza rispetto al culto templare, tante volte formale e vuoto: “val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Il brano si chiude con parole di approvazione da parte di Gesù nei confronti dello scriba saggio. Gesù poi lo invita ad aderire al Regno da lui annunciato e per il quale lo scriba ha evidenziato attitudini e disponibilità.

 

Conclusione. L’amore a Dio e al prossimo è la linea portante attorno alla quale si articola la vita e l’insegnamento di Gesù. I discepoli sono chiamati a condividere con lui questo cammino. Ad esso aderisce non chi compie gesti formali o chi sviluppa soltanto la dimensione intellettuale del cristianesimo, ma coloro che scelgono di educare la propria vita nella fedeltà al duplice comandamento.

 

Collegamento fra le letture

L’amore a Dio, concretizzato nelle scelte di vita, è il tema che collega le letture. Nel testo di Deuteronomio il tema è presentato come ascolto, timore e osservanza. Mosé, parlando al popolo, invita a temere il Signore non nel senso di avere paura, ma come espressione di fede in Dio. Anche l’ascolto diventa modalità di fiducia nell’Eterno. Tutto questo però si traduce nell’osservare per tutta la vita “tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi”. L’amore a Dio è quindi concreto e vero se i suoi precetti sono fissati nel cuore e nella vita dei membri del popolo. Gesù, nel vangelo, introduce la novità del doppio comandamento dell’amore a Dio e al prossimo come sintesi di vita, per essere suoi discepoli e per appartenere al Regno. La Lettera agli Ebrei afferma che soltanto Cristo, unico sommo sacerdote che non tramonta, porta coloro che credono ad essere salvi. Quelli che amano Dio per mezzo di Gesù Cristo (“Quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio”) sono salvati perché, per mezzo suo, il loro amore è concreto, vero e gradito al Signore.

 

Per attualizzare

  • Nella nostra vita cristiana siamo riusciti a creare una sintesi che permetta di vivere con intensità ed immediatezza la comunione con Dio? Oppure vaghiamo continuamente senza approdare mai a nulla di concreto?
  • Verifichiamo la nostra vita personale e comunitaria sul duplice comandamento dell’amore a Dio e al prossimo.
  • Si è ancora interpellati a verificare il rapporto che esiste in noi tra fede e vita.

 

Per approfondire

CdA nn. 867-868: Amore verso Dio e verso il prossimo.