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Commento al Vangelo 10 marzo 2019 – I° Quaresima

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo“. Luca 4, 1-2

 

Lo Spirito e la Parola vincono il Diavolo

I DOMENICA DI QUARESIMA

 

Deuteronomio 26, 4-10

Salmo 90

Romani 10, 8-13

Luca 4, 1-13

 

IL VANGELO

[1]Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto [2]dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. [3]Allora il diavolo gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane”. [4]Gesù gli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo”. [5]Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: [6]”Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. [7]Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo”. [8]Gesù gli rispose: “Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”. [9]Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; [10]sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano; [11]e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra”. [12]Gesù gli rispose: “E’ stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo”. [13]Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

 

Contesto. Il brano evangelico della prima domenica di quaresima, riporta ai testi iniziali dell’opera attraverso i quali l’evangelista presenta i segni che identificano Gesù. Dopo la manifestazione di Gesù come Figlio di Dio al battesimo (3, 21-22), si ha la genealogia, che qualifica il Figlio di Dio come figlio del primo uomo Adamo (3, 23-38). Infine incontriamo il testo odierno.

 

Contenuto. Il racconto inizia presentando Gesù, “pieno di Spirito Santo“, che lascia il Giordano e, guidato dallo Spirito, va nel deserto. La sottolineatura di Luca sul ruolo dello Spirito, si ricollega al racconto della sua discesa su Gesù mentre prega dopo il battesimo ed anticipa tutte le altre volte che l’evangelista indicherà il forte rapporto esistente tra Gesù e lo Spirito Santo. I quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto, assistito dallo Spirito, sono stati da lui in obbedienza alla volontà di Dio. La tentazione, sperimentata in quel contesto, diventa così una tappa necessaria, inscritta in un cammino positivo di crescita. Luca aggiunge anche che Gesù, “in quei giorni“, “non mangiò nulla“. In questo modo l’attenzione del lettore si porta su Gesù, il quale è tanto concentrato nella lotta contro la tentazione da non pensare nemmeno a mangiare. Terminati i quaranta giorni, egli ebbe fame; con questa annotazione si introducono le tre tentazioni emblematiche narrate nel testo. La prima tentazione del diavolo consiste nel chiedere a Gesù di trasformare in pane una pietra. Gesù risponde citando il Deuteronomio (“sta scritto: “non di solo pane vivrà l’uomo”) ed invita ad andare all’essenziale della vita. La seconda spinge Gesù ad essere condizionato dalla potenza e dalla gloria mondane. Secondo l’evangelista è il diavolo che insinua negli uomini questa tentazione subdola e sottile. Gesù risponde citando la Scrittura nella quale si proclama che solo a Dio occorre prostrarsi. La terza, immaginata avvenuta sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme, consiste nel chiedere a Gesù che faccia valere la sua identità di “Figlio di Dio” e quindi pretendere soccorso nelle situazioni di grave difficoltà. Si tratta della tentazione per le soluzioni miracolistiche e magiche dei problemi della vita. Ancora Gesù risponde citando le Scritture ed invita a confidare pienamente in Dio. Il racconto si chiude dicendo che “dopo aver esaurito ogni specie di tentazione il diavolo si allontanò da lui“. La battaglia però non è finita; si ha ora una tregua fino “al tempo fissato“, quando il diavolo tornerà. Questo tempo è quello della passione ed in particolare il momento in cui satana spinge Giuda al tradimento del Maestro.

 

Conclusione. Le tentazioni con cui inizia il cammino del Figlio di Dio, guidato dallo Spirito Santo, evidenziano una realtà costitutiva della vita. Esse, che si insinuano in tutte le dimensioni del vissuto umano, vanno riconosciute e superate attraverso un riferimento forte e costante alle Scritture ed una confidenza filiale in Dio.

 

COLLEGAMENTO FRA LE LETTURE

Il testo guida è il racconto che presenta Gesù nel deserto per quaranta giorni, dove subisce tentazioni. Si tratta, infatti, del brano caratteristico della prima domenica di quaresima. La difficoltà della tentazione consiste nel non riuscire a procedere nella vita di fede, da parte dell’uomo che ha ricevuto il dono dello Spirito. Questo dono non è un possesso pacifico, ma è sempre esposto all’asprezza della lotta con il diavolo. In questo senso diventa emblematico il comportamento di Gesù, il quale è capace di mantenersi fedele a causa di un efficace orientamento a quello che il Signore richiede ed è manifestato nella Scrittura. La situazione dell’israelita, descritta nella prima lettura, che deve accogliere i frutti della terra e del suo lavoro come un dono di Dio, porta ad un sempre rinnovato riconoscimento del Signore. Nel testo di Paolo è presentato il cristiano che, dopo aver creduto con il cuore ed ottenuto la giustificazione per la fede, cammina ulteriormente verso la salvezza con la confessione della bocca: “Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo”.

 

PER ATTUALIZZARE

–     La quaresima porta ad essere consapevoli che la pratica della penitenza non è arbitraria, ma serve ad accettare le situazioni difficili, di prova, in cui si vorrebbe mollare ed aiuta a non regredire.

–     Quando si resiste alla tentazione l’uomo veramente procede nel suo cammino umano e spirituale. Però è necessario stare attenti perché le tentazioni non possono mai essere considerate definitivamente superate.

–     Le tentazioni educano progressivamente a rendersi conto che la vita è il campo dove avviene lo scontro col maligno.

 

PER APPROFONDIRE

CdA nn. 181-184: Tentato come noi; Tempo di Quaresima